Lungo i sentieri dei pastori alla scoperta della natura sarda

Passeggiate con i bambini in Sardegna per scoprire luoghi magici che lasciano a bocca aperta!

Passeggiate e montagna: un binomio classico che ricorda camminate tra i boschi e giornate a contatto con la natura. Esistono però anche semplici percorsi che, al piacere della vita all’aria aperta, uniscono stimoli inattesi e sorprendenti. L’ideale per passare una vacanza con i bambini in Sardegna piena di divertimento, magia e stupore…

Lo sapevi che i boschi della Sardegna sono lo scenario di meravigliose favole? E che si possono fare incontri inaspettati e scoperte sorprendenti, come alberi e rocce che formano misteriose figure o conchiglie e coralli che ricordano che qui, milioni di anni fa, c’era il mare? Inoltre i tuoi bambini potranno stare a contatto con gli animali del territorio e diventare bravissimi a riconoscere gli insetti, diventare esperti pastori o boscaioli. Il tutto senza rinunciare a una salutare escursione all’aria aperta.

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Da S. Maria Navarrese a Pedra Longa

territorio di Baunei - S. Maria Navarrese

Escursione FACILE

Durata 1:45 h | Distanza 4.5 km | Altitudine Max 149 m

Punto di partenza: Bar “Sa Cadrea”, Santa Maria Navarrese

Descrizione: Semplice ma suggestiva escursione naturalistica, un “assaggio” del Selvaggio Blu, un mix di verde brillante, blu intenso e bianco. Si parte dalla terrazza panoramica di “Sa Cadrea”, raggiungibile dal centro di Santa Maria Navarrese seguendo la Via Plammas fino al Ristorante il Pozzo e proseguendo poi per la Via Pedra Longa sino all’Ostello Bellavista. Sulla sinistra del Bar “Sa Cadrea” un segnale in legno indica l’inizio del sentiero. Superato il piccolo cancello (richiudiamolo dopo il nostro passaggio) proseguiamo verso nord nella bassa macchia di cisto e lentisco; appena terminata la piccola salita (2 min. circa) proseguiamo diritto (a sinistra il sentiero porta alla località Su Rele). Ancora qualche minuto di marcia e incontriamo l’area picnic di “Ardalafé” (a destra un piccolo sentierino consente di scendere fino al mare ma noi proseguiamo diritti a Nord). Tra piante di corbezzolo, ginepro, lentisco e fillirea arriviamo in breve ad una nuova biforcazione: il cartello indica che sulla destra il sentiero conduce a “Su Runcu Nieddu” scendendo nuovamente verso il mare. Anche questa volta ci teniamo sulla sinistra in quota. Dopo circa 30 minuti di marcia arriviamo al terzo bivio; la biforcazione non è segnalata, sulla destra il sentiero prosegue in discesa verso la piccola cala di “Follò”, sulla sinistra il nostro sentiero raggiunge in breve il greto asciutto di un ruscello. Lo superiamo e puntiamo a nord su una scala in pietra e seguendo i segni rossi svoltiamo prima a sinistra passando sotto un carrubo e poi nuovamente sulla destra riprendendo il nord. Da questo punto il sentiero rimane in quota, inizialmente su macchia bassa di cisto e poi nuovamente in mezzo ai corbezzoli, ginepri e qualche rarissimo esemplare di terebinto. Pedra Longa è davanti a noi, ormai a pochi minuti di marcia. Prima di raggiungerla facciamo una piccola sosta su un terrazzino strapiombante a picco sul mare per qualche bella foto. Il sentiero termina sulla lingua di asfalto che dalla ss 125 raggiunge il piazzale del ristorante ai piedi dell’aguglia. Il rientro è sullo stesso itinerario oppure in auto dal piazzale del ristorante.

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Sentiero Sa Tappara

Ulassai

Escursione FACILE

Durata 1:30 h | Distanza 2.3 km | Dislivello totale in salita 205 m

Il sentiero, nel tratto iniziale, circa 200 metri, ha il tracciato in comune con il sentiero n.504 “Maria Lai”.    Il percorso si può dividere in due principali tratti: il primo (circa 1,7 chilometri) quasi interamente su sentiero mentre il secondo si chiude ad anello fino al punto di partenza (ulteriori 0,6 chilometri) su strada asfaltata. Il tracciato è quindi percorribile in entrambe le direzioni (verso Nord in senso antiorario e verso Ovest in senso orario); esso ha inizio-fine nel centro abitato di Ulassai nei pressi dell’opera d’arte “Il lavatoio di Maria Lai e Nivola” la fontana che suona: una struttura di coppi in rame che, ordinati in due alti scivoli speculari, conducono il flusso delle acque verso un coppo unico, alla base del quale si riversa nelle dodici vasche sottostanti amplificando la melodica armonia dell’acqua che sgorga. Questo sentiero è caratterizzato da luoghi di interesse naturalistico e culturale. Dai punti panoramici è possibile dominare la vallata del Rio Pardu con gli abitati di Osini e la costa orientale. Il percorso attraversa aree ad uso forestale, qualche area a pascolo e piccoli spazi orticoli arrivando infine in prossimità di un’oasi di protezione faunistica

Il percorso ha inizio e fine nel centro abitato, nei pressi dell’opera d’arte “Il Lavatoio” di Maria Lai e Nivola. Sulla destra del lavatoio si trova una delle sorgenti di acqua fresca più belle e imponenti dell’intera zona.  A 20 metri dalla fonte, con una scalinata situata sulla destra e corredato di segnalazioni e descrizioni ,si diparte il sentiero che inizia a salire con alcuni ripidi tornanti.

È possibile a questo punto avvistare alla propria destra un masso di enormi proporzioni e un muretto a secco da cui , grazie ad una breccia, è chiaramente visibile ciò che resta di un’antica casa ormai sepolta: il trave in ginepro, parte dei muri, le tegole della copertura.

In appena 10 minuti di salita si giunge all’ingresso di Sa Tappara, un Canyon dalle imponenti pareti calcaree verticali, una spaccatura profonda della montagna, causata dallo spostamento millimetrico costante della roccia.    Tramite un cunicolo, si raggiunge agevolmente il suo interno, dove è possibile ammirare una delle aree di arrampicata sportiva più belle d’Italia, con circa 100 vie con diversi gradi di difficoltà. Occorrono circa 15 minuti per oltrepassare Sa Tappara.

Si attraversa lentamente il Canyon e all’uscita, sulla destra, si presenta allo sguardo l’incantevole visione della Valle del Pardu fino alla marina di Cardedu.

Proseguendo, si giunge ad un bivio: se si segue il sentiero a destra, si fa rientro in paese, mentre imboccando la via a sinistra, si intraprende il sentiero numero 504 “Maria Lai” verso monte Tisiddu e la Grotta del Marmuri.

Per portare a conclusione l’itinerario escursionistico originario, chiudendo l’anello del n.503 si prosegue dunque alla destra dove, per circa ulteriori 15 minuti, la strada corre sull’altopiano con  linearità.

Successivamente si percorre un buon tratto in discesa, con pendenza discreta, attraversando un fitto bosco di pini e inoltrandosi tra i massi staccatisi dalla montagna, che sono divenuti veri e propri costoni rocciosi, dando origine a cavità di spettacolare bellezza. Dopo appena 15 minuti si fa ingresso in paese.

(tratto dal sito Sardegna Sentieri).

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